Una
volta acceso il fuoco le persone si avvicinavano ad esso tenendosi per
mano e, in silenzio, ciascuno rifletteva su qualcosa che voleva cambiare
di sé e si concentrava su questo pensiero per qualche minuto,
dopodiché, sempre in silenzio e concentrati sul cambiamento che si vuol
fare, si prendevano 2 o 3 rametti e li si intrecciava. Quando tutte le
trecce di erbe erano pronte, tutti insieme le butteranno nel fuoco. Il
fuoco, purificatore, trasformava in energia positiva il cambiamento
desiderato, favorendo nei partecipanti un processo di rinascita. Il
rito, da buoni sardi, si concludeva con una cena.
Il cambiamento, in questo periodo di crisi generalizzata, è un qualcosa
di fortemente sentito e voluto, ma spesso non si sa come e cosa fare
per cambiare.
Un tempo, non molto tempo fa nella sua storia evolutiva, l’uomo aveva con la natura un rapporto di profondo rispetto: era un tutt’uno con essa. La natura era Vita, era il Divino, era il Sacro. L’Uomo viveva in essa e da essa traeva quanto gli necessitava: il cibo, il vestiario, le medicine.
Chissà sè, riuscendo a stabilire un contatto di rispetto con la natura, potremmo riuscire a superare più facilmente le avversità della vita.
Nella tradizione sarda, cosi come in altre culture, tanti erano i riti per festeggiare questa notte magica. Gli elementi usati erano solitamente il fuoco, l’acqua e le erbe.
Propongo, di seguito, uno dei riti col fuoco e con le erbe.
Per il fuoco venivano utilizzate piante che avevano proprietà terapeutiche e apotropaiche (tenevano lontani gli influssi maligni): quercia, lentischio, mirto, rosmarino, timo, elicriso ecc...
Un tempo, non molto tempo fa nella sua storia evolutiva, l’uomo aveva con la natura un rapporto di profondo rispetto: era un tutt’uno con essa. La natura era Vita, era il Divino, era il Sacro. L’Uomo viveva in essa e da essa traeva quanto gli necessitava: il cibo, il vestiario, le medicine.
Chissà sè, riuscendo a stabilire un contatto di rispetto con la natura, potremmo riuscire a superare più facilmente le avversità della vita.
Nella tradizione sarda, cosi come in altre culture, tanti erano i riti per festeggiare questa notte magica. Gli elementi usati erano solitamente il fuoco, l’acqua e le erbe.
Propongo, di seguito, uno dei riti col fuoco e con le erbe.
Per il fuoco venivano utilizzate piante che avevano proprietà terapeutiche e apotropaiche (tenevano lontani gli influssi maligni): quercia, lentischio, mirto, rosmarino, timo, elicriso ecc...



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